Quatro Ciacoe – Crisi di astinenza da careghe

Cari concittadini, come ampiamente previsto, il RE delle giravolte e dei girotondi, il consigliere regionale Maurizio Conte, dopo lungo girovagare, ha finalmente trovato un approdo nel mare burrascoso della politica nostrana in cerca di una CAREGA (quasi) sicura. Forza Italia l’ha accolto nel suo grembo, come del resto ha fatto con tutti gli altri SALTIMBANCHI della politica che in questa legislatura hanno cambiato o fondato decine di partiti di cui nessuno ricorda il nome. A questo punto noi poveri mortali ci dobbiamo porre qualche domanda.

Prima domanda: vale la pena di rinunciare alla propria rettitudine morale e alla propria coerenza in nome della promessa di una qualsiasiCAREGA?

Seconda domanda: non si prova nessun imbarazzo, dopo aver abbandonato SALVINI ad abbandonare anche Tosi che, di fatto, ti ha portato in consiglio regionale? Un minimo di riconoscenza non ci starebbe?

Terza domanda: ci si può fidare di uno che tradisce così disinvoltamente i propri amici, quelli che fino a pochi giorni prima lo sostenevano, lo stimavano e ci andavano a cena?

Quarta domanda: che fine faranno i poveri orfani dei consiglieri comunali che sono in totale crisi d’identità e non sanno più a che partito appartengono? Tutti di Forza Italia?

Quinta domanda: come mai il fedelissimo Gerry Boratto, anima gemella, non ha seguito il capo ed è rimasto con Tosi? Forse perché se avesse fatto anche lui il salto della quaglia avrebbe dovuto rinunciare allo stipendio da molti zeri che prende in regione come segretario del gruppo Tosi? Fedele al detto “intanto porto casa, dopo se ghe ne parlarà………”

Sesta domanda, la più importante. Ma davvero esiste ancora in giro qualcuno disposto a votarlo?

Tante domande in attesa di risposte che probabilmente non avremo, ma di una cosa siamo sicuri: come abbiamo detto spesso, per noi la dignità non è in vendita e non ha prezzo. Se tutti la pensassero come noi e si comportassero di conseguenza, la nostra povera e bistrattata gente avrebbe una minima speranza di intravedere la luce in fondo al tunnel. E, come si dice, la speranza è l’ultima a morire.

A risentirci per una informazione, come sempre puntuale e sagace.

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