Specchi per allodole

L’articolo riportante un’intervista al sindaco di San Martino di Lupari, apparso il 5 marzo sulle pagine del Mattino di Padova, ha suscitato nelle forze di opposizione, da Progetto San Martino a Lavoro e Famiglia fino alla Lega Nord nelle cui file era stato eletto il sindaco dissidente Boratto, dapprima ilarità e poi rabbia e sconcerto. 
Infatti, i consiglieri di minoranza con un comunicato stampa si chiedono cosa abbia realizzato del proprio programma dal momento che le più importanti promesse elettorali sono state cancellate fin dal primo anno del suo secondo mandato.
Era stato promesso un polo sportivo da 30 milioni e con un colpo di penna è stato cancellato dal bilancio fin dal dicembre 2014, era stato promesso un polo scolastico e – alla faccia della programmazione – l’amministrazione continua a tamponare le situazioni esistenti dove riesce ad accedere a qualche contributo regionale, era stato promesso di non mettere mani nelle tasche dei propri cittadini e prontamente è stata introdotta l’addizionale IRPEF, e ciò a voler tacere degli introiti discendenti dalle sanzioni dovute per eccesso di velocità a seguito dell’installazione di numerosi autovelox.
Scelte dettate dalla necessità di far cassa per coprire buchi di bilancio risalenti alla precedente campagna elettorale. Così la rotonda di Campagnalta che ha tagliato il paese in due senza la previsione di un sottopasso ciclopedonale e la pista ciclabile di Lovari che non ha avuto il finanziamento regionale e per la quale, pendendo un procedimento innanzi alla Corte dei conti, il Comune ha aperto un paradossale contenzioso proprio con la Regione. 
Ancora, si ricorda in questo comunicato, come il sindaco si vanti di aver previsto la programmazione di una casa di riposo che certamente non vedrà la luce durante questo mandato e, soprattutto, come dimentichi di dire che si tratta di un’iniziativa del tutto privata, peraltro molto chiacchierata per le modalità oscure con la quale viene condotta e per i valori applicati alle perequazioni. Queste e molte altre sono le critiche delle minoranze le quali raccolgono quotidianamente le lamentele di cittadini, ad esempio in relazione all’illuminazione immotivatamente spenta in molte vie di San Martino: ma l’illuminazione a led tanto decantata dal sindaco non doveva permettere risparmi e quindi un miglior servizio?
Si tratta, sostengono le minoranze, di un’amministrazione del tutto deficitaria che cerca di farsi bella con poco e che sta isolando politicamente il paese. È stata abbandonata, ad esempio, la convenzione sulla polizia municipale dell’Alta padovana senza sostituirla con un servizio adeguato come più volte richiesto. Ancora, le minoranze sottolineano la gestione del tutto personalistica del sindaco, arrogante durante i consigli comunali e che non ha mai cercato la collaborazione delle altre forze politiche addirittura giungendo a cancellarle dal notiziario comunale che pure dovrebbe accogliere tutte le voci rappresentative della cittadinanza. Insomma, le minoranze di San Martino sono convinte che le frequenti apparizioni sui media del sindaco siano pura propaganda elettorale da parte di un soggetto alla ricerca spasmodica di visibilità politica. Recentemente, è comparso e ha parlato durante una convention di Forza Italia: sarà questo il nuovo cambio di casacca? Se lo chiedono le minoranze le quali rammentano che nel frattempo il sindaco continua a percepire una cospicua retribuzione regionale dal partito politico “Fare!”
“Sono ambiguità che dovrebbero essere chiarite ai propri concittadini invece di sviarli con il continuo uso di specchi per allodole”
concludono unitariamente le opposizioni.

Link all’articolo:

S. Martino di Lupari (Pd), minoranze contro sindaco Boratto

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Quatro Ciacoe – Crisi di astinenza da careghe

Cari concittadini, come ampiamente previsto, il RE delle giravolte e dei girotondi, il consigliere regionale Maurizio Conte, dopo lungo girovagare, ha finalmente trovato un approdo nel mare burrascoso della politica nostrana in cerca di una CAREGA (quasi) sicura. Forza Italia l’ha accolto nel suo grembo, come del resto ha fatto con tutti gli altri SALTIMBANCHI della politica che in questa legislatura hanno cambiato o fondato decine di partiti di cui nessuno ricorda il nome. A questo punto noi poveri mortali ci dobbiamo porre qualche domanda.

Prima domanda: vale la pena di rinunciare alla propria rettitudine morale e alla propria coerenza in nome della promessa di una qualsiasiCAREGA?

Seconda domanda: non si prova nessun imbarazzo, dopo aver abbandonato SALVINI ad abbandonare anche Tosi che, di fatto, ti ha portato in consiglio regionale? Un minimo di riconoscenza non ci starebbe?

Terza domanda: ci si può fidare di uno che tradisce così disinvoltamente i propri amici, quelli che fino a pochi giorni prima lo sostenevano, lo stimavano e ci andavano a cena?

Quarta domanda: che fine faranno i poveri orfani dei consiglieri comunali che sono in totale crisi d’identità e non sanno più a che partito appartengono? Tutti di Forza Italia?

Quinta domanda: come mai il fedelissimo Gerry Boratto, anima gemella, non ha seguito il capo ed è rimasto con Tosi? Forse perché se avesse fatto anche lui il salto della quaglia avrebbe dovuto rinunciare allo stipendio da molti zeri che prende in regione come segretario del gruppo Tosi? Fedele al detto “intanto porto casa, dopo se ghe ne parlarà………”

Sesta domanda, la più importante. Ma davvero esiste ancora in giro qualcuno disposto a votarlo?

Tante domande in attesa di risposte che probabilmente non avremo, ma di una cosa siamo sicuri: come abbiamo detto spesso, per noi la dignità non è in vendita e non ha prezzo. Se tutti la pensassero come noi e si comportassero di conseguenza, la nostra povera e bistrattata gente avrebbe una minima speranza di intravedere la luce in fondo al tunnel. E, come si dice, la speranza è l’ultima a morire.

A risentirci per una informazione, come sempre puntuale e sagace.

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